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Zibaldone

Del: lunedì 08/02/2010 alle 02.53
Di: Pascoli2000   Manda un MessaggioManda un messaggio
In: Poesia Sociale
Visite: 92    Voti: 7


Sto esaurendo la mia storia,

i miei passi stanchi
vacillano sotto il peso dei miei anni,
tra l’indifferenza  di una folla che m’opprime!
Linguaggi ed espressioni vuoti,
dove l’intreccio di parole
crea voragini di apatia e noia,
di stanchezza fisica e mentale.
A cosa serve scrivere,
costruire armonie destinate a dissolversi,
inviare messaggi ad un popolo assente
che osserva la morte
scorrere nei fiumi
con la scritta “partigiano”
e dimenticarne il martirio?
A cosa serve un conflitto
che ha distrutto un ospedale,
demolito un ospizio,
squarciato una scuola,
creato il deserto là dov’era la vita?
A chi giova il ricordo
delle morti violente alle Fosse Ardeatine,
dei massacrati nei campi di sterminio,
dei profughi senza meta e speranza,
se la memoria cancella la traccia
d’ogni ragione?
Ed io testimone al tramonto,
con il mio animo in pena,
che annoto,
osservo,
sottolineo,
evidenzio,
mentre la lenta pioggia del cinismo
cancella ogni cosa,
a che servo?
L’urlo della piazza sembra un’eco lontana,
che non risveglia le coscienze addormentate,
che non da forza agli entusiasmi finiti,
che annulla le solidarietà sfiorite.
Rimane solo l’accattivante suono dello zufolo
di un incantatore di serpenti in doppiopetto
che ha completato il progetto pduista,
che sta riscrivendo la storia
imponendo una libertà apparente
dove le regole servono solo al vincente!
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Autore (Pascoli2000)
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Scricciolo  Manda un Messaggio

Ti abbraccio commosso ora, ti riconosco! Sempre caro mi fu lo Zibaldone… Perché bistratti la scrittura tu Poeta che riesci a dirmi, aprendo un fiume dal tuo cuore, quanto dolor si cela in quelle tue parole che a comporre dei versi col rosso del sangue e dell’amore che in questa tua bella Poesia urla quasi una bestemmia verso la Patria mia. La lingua poi io mi mordo perché è già da un po’ che non è più mia, me l’han rubata proprio sotto casa. Ciao Pascoli, c’è tanto da lavorare, dobbiamo togliere sterpaglie, fare la guerra alla gramigna, arare in gran profondità dissodando la terra e poi, solo poi, saranno nostri i figli e i voti. Grande Armando, continuiamo a crederci nel nostro piccolo, se non altro.
meteora  Manda un Messaggio

parole sante..a che serve ricordare le atrocità del passato(?) se il presente ci viene proipinato cosi impunemente da chi comanda , e come comanda questa italietta divenuta da burletta. bravo .temi scottanti ma attuali bravo!
Bennybike  Manda un Messaggio

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